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📈Il bilancio di fine anno📉

Dicembre.

L’anno finisce, le luci si accendono, i panettoni compaiono anche negli uffici più minimalisti e, puntuale come l'influenza e la febbre, arriva lui: il bilancio di fine anno!


Tranquillə, non parlo di Excel, fatture o IVA 😅.

Parlo di un bilancio molto più delicato: quello della felicità.

Perché diciamocelo: quale momento migliore della fine del 2025 per fermarsi un attimo e chiedersi, senza filtri e senza indicatori di performance:

👉 Quanto sono stato davvero felice quest’anno?

👉 Quanto sono soddisfatto del mio lavoro e dell’ambiente in cui passo (almeno) 8 ore al giorno?



🙂 Felicità: una cosa seria (anche se non sembra)


Partiamo da un punto fondamentale: la felicità non è una sensazione frivola o da biscotto della fortuna. Ce lo dice anche la psicologia positiva (grazie Martin Seligman 🙌), secondo cui il benessere non è solo “stare bene”, ma è fatto di emozioni positive, coinvolgimento, relazioni, significato e realizzazione (il famoso modello PERMA).


Ora fermati un attimo.

Respira.


Esercizio 1:

Prendi carta, penna o note del telefono (quelle dove scrivi cose profonde alle 2 di notte).

Rispondi senza pensarci troppo:

  • Quante giornate nel 2025 ho lavorato con energia? ⚡

  • Quante in modalità “pilota automatico”? ✈️

  • Cosa mi ha tolto più energia?

  • Cosa, anche poco, me ne ha data?


Spoiler: non esiste la risposta giusta. Esiste solo la risposta vera, la tua risposta vera.



💔❤️ Lavoro e valori: una coppia che funziona (o no)


Qui arriviamo al punto dolente (ma fondamentale).

Secondo Edgar Schein, psicologo sociale e uno dei grandi nomi della cultura organizzativa, le persone stanno bene al lavoro quando c’è allineamento tra valori personali e valori aziendali.

Tradotto:

👉 se per te contano rispetto, autonomia e crescita, ma l’azienda vive di controllo, micro-management e “si è sempre fatto così”…qualcosa, prima o poi, scricchiola 😬.


☑️​ Esercizio 2:

E allora le domande diventano un po’ più scomode (ma necessarie). Riprendi "carta e penna" e rispondi:

  • I valori che l’azienda sbandiera sul suo sito sono gli stessi che vivi ogni giorno?

  • Ti senti liberə di essere te stessə o reciti un ruolo?

  • Quando al lavoro mi sento fierə di me?

  • Cosa mi fa dire: “ok, ne è valsa la pena”?

  • Quali comportamenti non sono più dispostə a tollerare?


Ricorda: non è questione di essere ingratə, è questione di essere allineatə.



⚖️ Il bilancio di fine anno non è una sentenza


Fare un bilancio non significa bocciarsi o promuoversi.

Significa prendere consapevolezza.


La teoria dell’autodeterminazione (Deci & Ryan) ci ricorda che per stare bene abbiamo bisogno di tre cose:

  • Autonomia (sentire di avere scelta)

  • Competenza (sentire di saper fare)

  • Relazioni (sentire connessione)


Se il tuo 2025 lavorativo ne ha nutrite almeno un paio, ottimo punto di partenza 🎉

Se invece senti che qualcosa manca… bene lo stesso. Perché ora lo sai.



🤌​ E adesso?


Questo bilancio non serve a cambiare tutto da gennaio, come la dieta che inizia il lunedì che...spoiler: non succede quasi mai 😜. Serve a fare pace con l’anno che è stato, a ringraziarlo e a decidere, con più lucidità, cosa vuoi portarti nel prossimo.


Magari sarà:

  • una conversazione rimandata troppo a lungo

  • un confine da mettere

  • una scelta difficile da iniziare a costruire

  • un cambiamento da iniziare a immaginare 🌱


O magari solo una nuova domanda da tenere con te.

Perché alla fine, il vero lusso non è amare sempre il proprio lavoro.

È sapere perché lo fai e capire se, così com’è, ti somiglia ancora.


Buon bilancio di fine anno ✨

E soprattutto: sii onestə. Con te stessə, prima di tutto 💛



 
 
 

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