📈Il bilancio di fine anno📉
- Evelina Carretto
- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Dicembre.
L’anno finisce, le luci si accendono, i panettoni compaiono anche negli uffici più minimalisti e, puntuale come l'influenza e la febbre, arriva lui: il bilancio di fine anno!
Tranquillə, non parlo di Excel, fatture o IVA 😅.
Parlo di un bilancio molto più delicato: quello della felicità.
Perché diciamocelo: quale momento migliore della fine del 2025 per fermarsi un attimo e chiedersi, senza filtri e senza indicatori di performance:
👉 Quanto sono stato davvero felice quest’anno?
👉 Quanto sono soddisfatto del mio lavoro e dell’ambiente in cui passo (almeno) 8 ore al giorno?
🙂 Felicità: una cosa seria (anche se non sembra)
Partiamo da un punto fondamentale: la felicità non è una sensazione frivola o da biscotto della fortuna. Ce lo dice anche la psicologia positiva (grazie Martin Seligman 🙌), secondo cui il benessere non è solo “stare bene”, ma è fatto di emozioni positive, coinvolgimento, relazioni, significato e realizzazione (il famoso modello PERMA).
Ora fermati un attimo.
Respira.
✅ Esercizio 1:
Prendi carta, penna o note del telefono (quelle dove scrivi cose profonde alle 2 di notte).
Rispondi senza pensarci troppo:
Quante giornate nel 2025 ho lavorato con energia? ⚡
Quante in modalità “pilota automatico”? ✈️
Cosa mi ha tolto più energia?
Cosa, anche poco, me ne ha data?
Spoiler: non esiste la risposta giusta. Esiste solo la risposta vera, la tua risposta vera.
💔❤️ Lavoro e valori: una coppia che funziona (o no)
Qui arriviamo al punto dolente (ma fondamentale).
Secondo Edgar Schein, psicologo sociale e uno dei grandi nomi della cultura organizzativa, le persone stanno bene al lavoro quando c’è allineamento tra valori personali e valori aziendali.
Tradotto:
👉 se per te contano rispetto, autonomia e crescita, ma l’azienda vive di controllo, micro-management e “si è sempre fatto così”…qualcosa, prima o poi, scricchiola 😬.
☑️ Esercizio 2:
E allora le domande diventano un po’ più scomode (ma necessarie). Riprendi "carta e penna" e rispondi:
I valori che l’azienda sbandiera sul suo sito sono gli stessi che vivi ogni giorno?
Ti senti liberə di essere te stessə o reciti un ruolo?
Quando al lavoro mi sento fierə di me?
Cosa mi fa dire: “ok, ne è valsa la pena”?
Quali comportamenti non sono più dispostə a tollerare?
Ricorda: non è questione di essere ingratə, è questione di essere allineatə.
⚖️ Il bilancio di fine anno non è una sentenza
Fare un bilancio non significa bocciarsi o promuoversi.
Significa prendere consapevolezza.
La teoria dell’autodeterminazione (Deci & Ryan) ci ricorda che per stare bene abbiamo bisogno di tre cose:
Autonomia (sentire di avere scelta)
Competenza (sentire di saper fare)
Relazioni (sentire connessione)
Se il tuo 2025 lavorativo ne ha nutrite almeno un paio, ottimo punto di partenza 🎉
Se invece senti che qualcosa manca… bene lo stesso. Perché ora lo sai.
🤌 E adesso?
Questo bilancio non serve a cambiare tutto da gennaio, come la dieta che inizia il lunedì che...spoiler: non succede quasi mai 😜. Serve a fare pace con l’anno che è stato, a ringraziarlo e a decidere, con più lucidità, cosa vuoi portarti nel prossimo.
Magari sarà:
una conversazione rimandata troppo a lungo
un confine da mettere
una scelta difficile da iniziare a costruire
un cambiamento da iniziare a immaginare 🌱
O magari solo una nuova domanda da tenere con te.
Perché alla fine, il vero lusso non è amare sempre il proprio lavoro.
È sapere perché lo fai e capire se, così com’è, ti somiglia ancora.
Buon bilancio di fine anno ✨
E soprattutto: sii onestə. Con te stessə, prima di tutto 💛





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